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lunedì, luglio 03, 2006

Serenissimi, il "tanko"va all'asta


Serenissimi, il "tanko"va all'asta
E all’acquisto pare interessato Christian Contin, uno dei componenti il commando


Venezia
Il "tanko " verrà venduto all'asta. La Corte d'assise di Venezia ha deciso ieri mattina, con due giorni di anticipo rispetto ai programmi, le sorti del piccolo carro armato fatto in casa con il quale, nella primavera del 1997, i Serenissimi diedero l'assalto al campanile di San Marco. La decisione è stata assunta dal presidente Licia Marino, dal giudice Roberta Marchiori e dai giudici popolari a conclusione di una camera di consiglio: a occuparsi delle procedure sarà l'Istituto vendite giudiziarie (Ivg) di Mestre, al quale spetterà il compito di ricavare il massimo dall'asta.Il mezzo blindato attualmente si trova in custodia giudiziaria nell'officina Aci di via Isonzo 7, a Quarto d'Altino (Venezia), dopo essere stato confiscato a conclusione del processo penale che ha visto la condanna dei componenti del gruppo che mise a segno la clamorosa operazione, organizzata nove anni fa con l'obiettivo di attirare l'attenzione sulle istanze autonomiste del Veneto. Alla cancelleria del Tribunale lagunare è già arrivata una prima offerta, o meglio dichiarazione di interesse, da parte di Christian Contin, uno dei componenti del commando che mise in atto l'assalto al campanile, attuale presidente del Veneto Serenissimo Governo. Qualche mese fa, un altro componente dell'organismo che si batte per l'autonomia del Veneto, Luca Peroni, aveva proposto di «donare il "tanko " a San Marco, patrono delle genti venete, inabissandolo nel Golfo di Venezia».Lo scorso marzo, dopo un lungo periodo di silenzio, e il rigetto di un'istanza di dissequestro, era stato il capogruppo della Liga Veneta Lega Nord Padania in consiglio comunale a Venezia, Alberto Mazzonetto, a rispolverare la storia del "tanko ": scoprendo dov'è custodito e presentando un'interpellanza, con la quale invitava il sindaco Massimo Cacciari a salvarlo, collocandolo in uno dei musei cittadini. «In fondo abbiamo anche la statua del tiranno Napoleone», ricordò Mazzonetto. Nei giorni scorsi le discussioni le le polemiche sulle sorti del blindato dei Serenissimi sono proseguite: il leghista trevigiano Luca Zaia, vicepresidente della Regione, e i consiglieri di Progetto Nordest, Mariangelo Foggiato e Diego Cancan, si sono detti favorevoli ad acquisire e conservare il "tanko ", in quanto riconducibile al «patrimonio culturale e storico del popolo veneto e preziosa testimonianza della mai sopita aspirazione dei veneti alla libertà e all'autogoverno.» Di parere contrario l'esponente trevigiano di Forza Italia, Fabio Gava, assessore regionale all'Economia: «Il tanko è solo un aspetto folcloristico: meglio sarebbe conservare gli scritti di Giuseppe Segato, il teorico dei Serenissimi».

A bordo di quel piccolo blindato, l'8 maggio del 1997, i Serenissimi si mossero dalle campagne padovane per recarsi a Venezia: sbarcarono in Piazza attorno a mezzanotte, dopo aver dirottato un ferry boat dell'Actv. Una parte del "commando" di autonomisti prese possesso del campanile di San Marco, gli altri componenti restarono a pattugliare all'esterno, a bordo del "tanko " che per alcune ore fu creduto un vero carro armato anche dalle forze dell'ordine. Il blindato era stato targato con una sigla in apparenza incomprensibile: MB 007. Le due lettere stanno per Marcantonio Bragadin, l'eroe veneziano che morì scorticato vivo dai turchi nell'isola di Cipro. Il numero voleva far credere che di carri armati come quelle ce ne fossero altri sei. Il blitz che potrò all'arresto dei Serenissimi avvenne poco dopo le 8 del mattino del 9 maggio, quando in piazza giunsero le "teste di cuoio" del Gis dei carabinieri. Da allora il "tanko " riposa nel cortile di una carrozzeria. L'asta si terrà, con molte probabilità, tra qualche settimana a Quarto d'Altino.